Canto tra i più vivaci della tradizione scoutistica italiana, è un brano da bivacco dal ritmo allegro e trascinante. Le testimonianze documentarie oggi disponibili lo attestano in canzonieri scout almeno a partire dagli anni Cinquanta.
Il canto presenta una struttura semplice e fortemente narrativa: una storia raccontata in strofe regolari, intervallate da un ritornello energico e facilmente memorizzabile. Protagonisti sono dodici briganti riuniti in una piccola caverna “lassù in cima al Monte Nero”, intenti a bere e festeggiare, tuttavia, uno di loro sembra restare in disparte, malinconico, incapace di unirsi all’allegria del gruppo perché tormentato dal ricordo della propria amata. Il ritornello:
«Caramba, beviamo del whisky! Caramba, beviamo del gin!
E tu non dar retta al cuore che tutto passerà!»
funge quasi da risposta collettiva alla tristezza del brigante.
Nelle versioni più recenti è stato aggiunto un breve controcanto nel ritornello: Caramba, beviamo del whisky! [Yuu Huu] Caramba, beviamo del gin! [del gin!]
Un elemento particolarmente interessante è la presenza di numerose varianti. La prima strofa e il ritornello risultano pressoché identici nelle versioni consultate, segno di una stabilità del nucleo principale del canto. Le strofe successive, invece, presentano differenze talvolta sostanziali.
In un canzoniere scout degli anni Cinquanta in mio possesso compare la versione narrativa sopra descritta, che sembra rappresentare la forma più antica attualmente documentata. In un altro canzoniere di poco successivo si trova invece una redazione completamente diversa, incentrata su un arrembaggio a una nave: una trasformazione che suggerisce una rielaborazione interna, probabilmente legata a un diverso gruppo o branca scout, forse per adeguare l’uso dell’esclamazione “Caramba”, che si addice meglio ad un’ambientazione piratesca.
Nel tempo sono inoltre comparse strofe aggiuntive che cercano di spiegare la causa della tristezza del brigante narrando della morte dell’amata, un’altra invece propone un esito positivo con il matrimonio dei due innamorati.
Credo comunque che il nucleo originale fosse composto solamente dalle tre strofe sotto riportate.
Testo
RIT:
Mentre tutti son festanti
RIT.
Ma non può dimenticare
RIT.
Testo ALTERNATIVO
Lassù in cima al Monte Nero
c’è una piccola caverna.
Ci son dodici briganti
al chiaror di una lanterna.
RIT:
Caramba, beviamo del whisky!
Caramba, beviamo del gin!
E tu non dar retta al cuore
che tutto passerà!
L’altro ieri hanno avvistato
una nave mercantile,
che non era della Nato
ma che andava dritta in Cile.
Rit.
Mentre guardano dall’alto
s’ode forte uno sternuto,
corron tutti per l’assalto
è il segnale convenuto.
Rit.
Ecco sono all’arrembaggio
ma la merce è una sola,
sulla nave c’è formaggio
è formaggio gorgonzola.
Rit.
STROFE AGGIUNTIVE
Mentre stava spigolando
in un campo di frumento
è passato un aeroplano
che compì un mitragliamento
RIT.
Or la bella par che dorma
con le spighe ancora in mano
par che pensi al suo brigante
che la piange da lontano
***
Finalmente son sposati il brigante e la sua bella.
Avran tanti figlioletti…
qui finisce la storiella.
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Spartito

Papà cresciuto in oratorio, dove oggi cerco di dare una mano nelle varie attività, suonando anche l’organo. Nel 2002 ho creato katena.it con l’idea di raccogliere tutto ciò che ruotava attorno all’oratorio e all’educazione dei più piccoli, un punto di incontro per scambiare idee e restare in contatto con le persone conosciute nelle mie esperienze diocesane e di Pastorale Giovanile. Oggi il sito è diventato una raccolta di canti, melodie e filastrocche, con la costante ricerca delle loro origini e storie.
