Il canto è stato composto da Dino Quartana, frate e scultore, che nel 1962 entrò nell’ordine domenicano in Francia. Questa scelta maturò dopo l’incontro e la frequentazione del movimento fondato da don Luigi Giussani, di cui Quartana era stato studente ai tempi del liceo.
La canzone venne pubblicata nel 1974 da Giunti-Nardini Editore su un disco in vinile 45 giri, accompagnata dall’altra composizione di Quartana, Il pesce rosso.
Il testo, dal senso apparentemente surreale, trova un’interpretazione già nel titolo. Il riferimento al monte Ararat richiama infatti il racconto biblico dell’arca di Noè, come narrato nel passo di Genesi 8,4:
«Nel settimo mese, il 17 del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat [al harey Ararat]»
Secondo questa lettura, gli animali citati sarebbero ancora disorientati dal viaggio sull’arca. Solo con il ritorno alla normalità si potrà ricostituire “la pienezza della comunità”.
Sono cresciuto in oratorio e, in fondo, non me ne sono mai davvero allontanato. Oggi continuo a dare una mano nelle varie attività e, quando serve, mi siedo anche all’organo.
Nel 2002 è nato katena.it, quasi per gioco, con il desiderio di raccogliere idee, materiali ed esperienze legate all’oratorio e all’educazione dei più piccoli, ma anche di mantenere vivi i contatti con tante persone conosciute lungo il cammino nelle esperienze diocesane e di Pastorale Giovanile.
Negli anni il sito è cambiato insieme a me. Oggi raccoglie soprattutto canti, melodie e filastrocche, con una curiosità che è rimasta la stessa: cercare di capire da dove vengono, chi le ha scritte e quali storie portano con sé.