Una delle più celebri ninne nanne italiane, Stella stellina è una filastrocca dolcissima, dal testo semplice ma profondamente rassicurante. Ogni creatura ha il suo posto, ogni piccolo ha la sua mamma. Il messaggio è chiaro: sei al sicuro, puoi dormire tranquillo.
Questa poesia è uno dei tanti componimenti di Lina Schwarz (Verona, 1876 – 1947), poetessa e scrittrice per l’infanzia. Collaborò con il Giornalino della Domenica e il Corriere dei Piccoli, contribuendo a formare l’immaginario poetico di intere generazioni.
“Zia Lina”, come volle fosse inciso sulla sua tomba, fu anche traduttrice di Rudolf Steiner e fondatrice della Scuola steineriana di Milano. La melodia di Stella stellina è invece opera della compositrice Elisabetta Oddone (Milano, 1878 – 1972), fondatrice del Teatro della Fa-Mi, realtà dedicata a spettacoli musicali per bambini.
Entrambe furono attivamente impegnate nell’Unione Femminile, fondata a Milano nel 1899. Stella stellina fa parte della raccolta “Canzoncine per i bimbi con accompagnamento di pianoforte”, testimonianza di un progetto educativo e artistico che univa poesia e musica in modo armonioso.
A Lina Schwarz venne intitolata la scuola elementare di Arcisate con la seguente motivazione:
“ Affinché gli alunni di oggi e di domani ne conservino il ricordo e la sua poesia limpida e fresca parli sempre al loro cuore un linguaggio di pace, di amore e di fratellanza”.
Nel 2026 Ermal Meta ha presentato al Festival di Sanremo la canzone Stella Stellina, che riprende il titolo e le prime due righe della celebre filastrocca. Il brano, dal tono intenso e poetico, è dedicato a una bambina vittima della guerra nella Striscia di Gaza, trasformando l’innocenza della ninna nanna in un potente messaggio di memoria e umanità.
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Sono cresciuto in oratorio e, in fondo, non me ne sono mai davvero allontanato. Oggi continuo a dare una mano nelle varie attività e, quando serve, mi siedo anche all’organo.
Nel 2002 è nato katena.it, quasi per gioco, con il desiderio di raccogliere idee, materiali ed esperienze legate all’oratorio e all’educazione dei più piccoli, ma anche di mantenere vivi i contatti con tante persone conosciute lungo il cammino nelle esperienze diocesane e di Pastorale Giovanile.
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